Lavezzi si racconta: dalla depressione alla rinascita, Napoli resta nel cuore

Ezequiel Lavezzi, in un'intervista al Corriere della Sera, condivide la sua lotta contro la depressione e il suo percorso di recupero. Dopo un periodo buio, ha trovato la forza di chiedere aiuto e affrontare la sua condizione con il supporto della famiglia e di specialisti. "Ho conosciuto l’oscurità. Mi facevo del male. Alternavo depressione a crisi di ansia", ha dichiarato Lavezzi, che ha affrontato il ricovero in clinica. La nascita del suo secondo figlio ha rappresentato un momento di svolta: "Mi ha aiutato a salvarmi". Lavezzi sottolinea l'importanza di chiedere aiuto a chi soffre: "A chi soffre così dico: chiedete aiuto". Attualmente, il calciatore si sente più consapevole e maturo, provando gratitudine per il suo percorso, che lo ha cambiato profondamente. "A volte non puoi conoscere la luce senza aver visto il buio", afferma, riflettendo sulle critiche ricevute durante i momenti difficili. Il calcio rimane una parte importante della sua vita, ma Lavezzi ha scelto di fermarsi a 34 anni, affermando: "Ero stanco e volevo farlo quando ancora ero ad alti livelli". La sua carriera, iniziata in un contesto difficile, lo ha portato a Napoli, dove ha vissuto un amore unico con i tifosi: "In Italia c’è solo il Napoli per me". Oggi, Lavezzi si concentra sulla sua famiglia e sulla semplicità della vita quotidiana: "Voglio vivere, ho la fortuna di avere due figli, il dono più grande della vita".
Source: Gazzetta.it - 2026-04-16