Spike Lee e l'amore incondizionato per i Knicks: una storia di attesa e appartenenza

Spike Lee e l'amore incondizionato per i Knicks: una storia di attesa e appartenenza

L’articolo esplora l’attitudine alla sconfitta dei Knicks, descritta come infinitamente più letteraria rispetto a qualsiasi vittoria. La notte pazza di New York è caratterizzata da elementi vividi: gli spari a Times Square, la follia e la paura, e il dolce profumo di zucchero filato. Il sindaco Mamdani e i tifosi cantano per le strade "Empire State of Mind", mentre il filmato di Jennifer Lopez che urla "Oh my god" in loop rappresenta l’entusiasmo collettivo. Tra i tifosi presenti, si notano volti noti come Timothée Chalamet, Tracy Morgan e John Turturro, con Ben Stiller che festeggia in modo indefesso. Nonostante la celebrazione, l’articolo sottolinea che niente potrà mai arrivare alla grandezza di una snervante attesa lunga 53 anni. La perseveranza dei tifosi, che continuano a perdere con ostinazione e metodo, crea un senso di appartenenza e dipendenza. Viene citato il caso di Bologna, dove i tifosi della Fortitudo rivendicano con orgoglio la loro storia di successi mancati, affermando: "Non abbiamo mai vinto un cazzo". Questo spirito di rivendicazione diventa una sorta di liturgia, un legame che unisce i tifosi in una celebrazione della loro identità.

Source: Gazzetta.it - 2026-06-15